martedì, gennaio 17, 2006

Rigoni in Moscow seconda

Il corpo steso nella sala di rianimazione del Gritman Medical Center di Moscow non ha ancora un nome.
Dopo averlo ripulito dal sangue, avergli tolto i resti di abiti non si era trovato nessun indizio d'identità.
L'unico segno si trovava sulla pelle, confuso tra lividi e contusioni.
Un tatuaggio: un cerchio tribale con all'interno una frase in italiano: "Leo perdona, io no".
A Moscow non ci sono italo-americani.
Un'anziana signora di origini polacche conosce parecchie ligue ed è stata consultata.
Si potrebbe provare con una foto. Ma non ci sono più lineamenti in quel volto.
Quell'uomo in coma farmacologico per ora non ha bisogno di un nome.
Notte